Polistirene

Polistirene o Polistirolo?

Cominciamo con lo sfatare una “leggenda metropolitana”.

Polistirolo e Polistirene sono la stessa cosa!

Il termine più corretto da usare però è EPS (Sintered Expanded Polystyrene) o Polistirene Espanso Sinterizzato che è il re degli isolanti ed è il componente principale del cappotto termico: solo con l’EPS si realizza un cappotto di qualità!

L’85% del mercato utilizza l’EPS per realizzare il “cappotto” o meglio, l’isolamento termico a cappotto, che è un sistema d’isolamento termico effettuato dall’esterno sulle pareti verticali e orizzontali, che permette di isolare in modo sicuro e continuo tutte le pareti dell’edificio in un’unica soluzione, eliminando totalmente i ponti termici!

IL POLISTIRENE | CHE COS’E’ l’EPS?
L’EPS (polistirene espanso sinterizzato) è un materiale rigido, di peso ridotto, composto da carbonio, idrogeno e per il 98% d’aria. Polistirene e polistirolo sono sinonimi. Viene realizzato partendo dallo stirene, monomero ricavato dal petrolio e presente anche in alimenti come frumento, fragole, carne, caffè. Attraverso la polimerizzazione dello stirene si ottiene il polistirene. Quest’ultimo, prima di essere espanso, si presenta sotto forma di piccole perle trasparenti. Mettendole a contatto con il pentano, un idrocarburo gassoso, e con vapore acqueo a 90°, il gas si espande facendo rigonfiare le perle fino a 20-50 volte il loro volume iniziale. Si forma così al loro interno una struttura a celle chiuse che trattiene l’aria e conferisce al polistirene le sue eccellenti caratteristiche di isolante termico e ammortizzatore di urti. La sinterizzazione è il processo di saldatura delle perle che, sottoposte nuovamente a vapore acqueo a 110-120°, si uniscono fra loro fino a formare un blocco omogeneo di espanso.

Il polistirene (EPS) è una delle principali materie plastiche che derivano dal petrolio.

Allo stato compatto il Polistirene è un materiale rigido, incolore, trasparente, che è la base per applicazioni molto diversificate. Il polistirene espanso (EPS) è una delle forme più importanti in cui viene impiegato il Polistirene. Per ottenere l’EPS si seguono attualmente due vie:

a) In fase di polimerizzazione, si scioglie nel Polistirene un agente espandente (comunemente pentano, un idrocarburo che, a pressione atmosferica, bolle a temperatura ambiente); altri additivi, in particolare per conferire migliorate caratteristiche di resistenza al fuoco, possono essere aggiunti in questa fase. Il prodotto, quale l’industria chimica lo fornisce ai produttori di EPS, si presenta in forma di granuli di aspetto vetroso (perle), di varia granulometria (0,3 – 2,8 mm) secondo gli impieghi cui è destinato. La massa volumica delle perle è di 1030 Kg/m3, ma quella apparente delle perle in mucchio è di circa 650 Kg/m3. E’ questo il materiale da cui si parte per produrre l’EPS con il processo più avanti descritto.

b) Successivamente alla polimerizzazione il Polistirene viene unito all’agente espandente ed agli altri eventuali additivi in una trafila, che mescola allo stato fuso gli ingredienti ed estrude la miscela da una filiera, di solito in forma di lastra piana o di tubo, che immediatamente si espande e, raffreddandosi, si irrigidisce nella forma espansa (EPS estruso). Questo materiale risulta più costoso e meno versatile del precedente; per le sue peculiari caratteristiche ha varie applicazioni significative, ma nei volumi di documentazione tecnica EPS non viene ulteriormente considerato.

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