Cos’è il tetto ventilato?

  • Posted by superadmin
  • On 28 febbraio 2018
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Le coperture hanno la fondamentale funzione di proteggere l’abitazione dalle azioni esterne, garantendo elevate prestazioni di impermeabilità all’acqua, resistenza al vento e isolamento termico in modo da ottenere la minima dispersione energetica.

Per questo è particolarmente importante dotare la copertura dei requisiti necessari perché si possa realizzare uno smorzamento dell’ampiezza e uno sfasamento temporale del picco dell’onda termica nel passaggio dagli strati esterni a quelli interni della copertura agendo sulla massa e sulle proprietà dei materiali.

Coperture tecnologie a confronto
Ogni tetto presenta un certo numero di elementi a seconda del diverso tipo di funzionamento della copertura. Tali strati funzionali possono portare generalmente a quattro tipi di coperture: copertura non isolata non ventilata, copertura non isolata ventilata, copertura isolata non ventilata (tetto caldo), copertura isolata ventilata (tetto freddo).

Una copertura non isolata e non ventilata è un tipo di copertura dove non sono previsti né elementi termoisolanti, né uno strato di ventilazione. Vista la poca coibenza che garantisce questa copertura si utilizza in casi limitati in cui non è richiesto un isolamento termico del sistema (come ad esempio le coperture degli edifici agricoli).

Una copertura non isolata ventilata è uguale alla precedente ma con in più uno strato di ventilazione al di sotto dell’elemento di tenuta, con lo scopo di migliorare il comportamento della copertura in estate in quanto la ventilazione riduce gli effetti del riscaldamento dovuto all’irraggiamento solare. Anche questa soluzione viene generalmente adottata nell’edilizia agricola.

Il tetto caldo (ovvero copertura isolata ma non ventilata) è provvisto di uno strato termoisolante ma non possiede uno strato di ventilazione. Una copertura di questo genere quindi è costituita dai seguenti strati: elemento portante o supporto di copertura (calcestruzzo gettato in opera o misto laterocemento, pannelli in cls prefabbricati, pannelli in legno, lamiere metalliche ecc); barriera al vapore; isolamento termico; manto impermeabile; opere accessorie.

Il tetto freddo ( ovvero copertura isolata e ventilata) ha una composizione simile a quella del tetto caldo ma nella stratigrafia viene inserito uno spazio di ventilazione, che separa gli strati, interposto tra isolamento e sovracopertura.

Nel tetto caldo quasi sempre il manto impermeabile è applicato direttamente sull’isolamento termico, che ne costituisce il supporto, mentre nel tetto freddo il manto impermeabile è posato sulla sovracopertura che quasi sempre è costruita in legno. Generalmente la tipologia del tetto caldo è più diffusa, specie nell’edilizia industriale, mentre il tetto freddo, o tetto ventilato, viene realizzato soprattutto nel caso di coperture in legno, tetti a falda e per edifici residenziali.

Tetto ventilato: stratigrafia
Dal punto di vista tecnologico la copertura ventilata deve prevedere, dall’interno verso l’esterno:
– struttura;
– strato di tenuta al vapore, quando si decide di inserirlo;
– elemento termoisolante;
– strato di ventilazione (si ottiene mediante realizzazione di una intercapedine a spessore costante fra gli elementi di copertura e lo strato sottostante);
– manto di copertura, con previste aperture di areazione in corrispondenza del colmo e della gronda.

Secondo la UNI 9460 la sezione di flusso per intercapedini efficaci nella riduzione del flusso termico in clima estivo, nel caso di pendenze usuali in Italia (30-35%) e lunghezza di falda usuali (fino a 7 m), è di almeno 550 cmq netti per ogni metro di larghezza della falda.

Nel caso in cui non sia prioritaria l’esigenza di una efficacie ventilazione estiva, e in presenza di lunghi periodi con ambiente umido, possono essere adottate coperture che assicurano lo smaltimento di eventuale vapore d’acqua accumulatosi nella copertura sia in inverno che nelle stagioni intermedie, con uno spessore dell’intercapedine tale da assicurare una sezione libera di almeno 200 cmq per metro di larghezza di falda.

Deve essere assicurata sulla copertura una adeguata sezione di ingresso dell’aria in corrispondenza della linea di gronda e di uscita in corrispondenza del colmo; il corretto dimensionamento dello strato di ventilazione risulta essenziale per il buon funzionamento del sistema.

Tetto freddo: come funziona

Nel tetto freddo quindi lo strato di ventilazione migliora notevolmente l’isolamento termico della copertura; grazie alla ventilazione il vapore acqueo prodotto nell’abitazione viene espulso al di fuori del tetto, prevenendo in questo modo fenomeni di condensa.

L’intercapedine naturale, che separa nettamente il manto di copertura dallo strato coibente sottostante, agevola infatti l’attivazione di “moti convettivi ascensionali“, che sottraggono gran parte del calore che altrimenti si trasmetterebbe agli strati sottostanti, e permette all’umidità di fuoriuscire senza compromettere il potere termoisolante degli strati sottostanti e dell’intercapedine stessa.

Per far sì che si attivi tale meccanismo, l’aria esterna deve entrare nell’intercapedine a livello di gronda e deve uscire dal colmo attraverso un elemento di sfiato. In questo modo in inverno la ventilazione lascia il materiale isolante asciutto, evitando condense, in estate l’aria fresca, che penetra dalla linea di gronda, si riscalda nell’intercapedine e diventa più leggera e fuoriesce dal colmo, sottraendo calore alla struttura. In corrispondenza del colmo deve essere assicurata anche la tenuta all’acqua e alla neve trascinata dal vento.

La coibentazione estiva del tetto infatti ha assunto una certa rilevanza, anche a seguito dell’aumento delle temperature; uno strato di ventilazione quindi aggiunge valore ai materiali isolanti  che generalmente hanno una buona performance nel trattenere il calore all’interno dell’edificio ma possono avere problemi nel proteggere dal caldo o resistere alle alte temperature che si possono raggiungere nel sottotegola.

 Inoltre il tetto ventilato assicura una maggior durata degli elementi del manto di copertura, che possono asciugarsi rapidamente, sia all’intradosso che all’estradosso, dall’assorbimento per imbibizione dell’acqua piovana, diminuendo quindi i rischi di rotture in caso di gelo.

 Le coperture ventilate, conformi alle norme UNI 9460/2008 e UNI 8627/6.2 possono produrre un abbassamento della temperatura dopo le ore di insolazione estiva e  migliorare il comfort termico del sottotetto, soprattutto nei casi in cui si scelga di ristrutturarlo per trasformarlo in mansarda.

 Se l’intercapedine d’aria non rispetta i parametri delle norme UNI probabilmente si tratta di tetti micro ventilati, caratterizzati da una camera d’aria più contenuta e una più veloce e facile posa. La microventilazione sottotegola serve infatti per evitare persistenza di umidità, formazione di condensazioni e per prolungare la durata del sistema.

Tetto ventilato: applicazioni

Generalmente i tetti freddi vengono realizzati per rendere abitabili i locali sottotetto.

 Il tetto ventilato può essere applicato sia in edifici di nuova costruzione, in fase di realizzazione, sia durante la ristrutturazione di un edificio attraverso l’applicazione di pannelli al di sotto del tetto a falda che permettano la formazione di una intercapedine di aria dello stesso spessore lungo tutta la falda, onde evitare fenomeni di accumulare aria a temperature diverse o di creare strozzature che frenino la libera circolazione dell’aria.

 La posa dei pannelli viene effettuata dalla gronda verso il colmo. Lo sfrido del pannello terminale di ogni fila viene usato per iniziare la fila successiva. Questa procedura consente di ottenere giunti sfalsati e di ridurre al minimo la percentuale di sfrido.

Sistemi per tetti ventilati

Tra i tetti ventilati possiamo trovare coperture a falde ventilate sottoguaina in cui le tegole si dispongono su listelli di legno, in modo da creare una camera d’aria, tra il manto isolante e quello di finitura, i tetti ventilati prefabbricati in cui lo strato di ventilazione si ottiene normalmente tramite la realizzazione di una doppia listellatura sulla quale si posano le tegole, ma anche tramite l’uso di pannelli opportunamente studiati e progettati.

Nei tetti micro ventilati, utilizzati soprattutto per tetti a falde inclinate su soletta in latero-cemento,  le lastre sono dotate di particolari scanalature nel manto sottotegola che facilitano la corrente ascensionale che si muove dalla linea di gronda fino a quella di colmo migliorando il comportamento termico e igrometrico della struttura.

Un sistema ventilato innovativo basato sull’utilizzo di modulo pre-assemblato in azienda  è  VENTIL-ROOF Gpannello ventilato sagomato e accoppiato ideale per la coibentazione di tetti ventilati, costituito da OSB, ovvero un pannello tecnico formato da tre strati pressati ottenuti da scaglie di legno a fibra lunga orientata e legati con resine, ed una lastra realizzata in polistirene espanso sinterizzato additivato con  grafite, con struttura a celle chiuse.

Altro sistema ventilato innovativo basato sull’utilizzo di modulo pre-assemblato in azienda  è il VENTIL-ROOF LGpannello ventilato sagomato e accoppiato ideale per la coibentazione di tetti ventilati, costituiti da una lastra in polistirene espanso sinterizzato additivato con  grafite, con struttura a celle chiuse, e inserti di listelli in legno abete.

Il sistema ventilato bidirezionale basato sull’utilizzo di modulo pre-assemblato in azienda  è il VENTIL-ROOF GWpannello ventilato stampato e accoppiato, ideale per la coibentazione di tetti ventilati, costituito da OSB, ovvero un pannello tecnico formato da tre strati pressati, ottenuti da scaglie di legno a fibra lunga orientata e legati con resine, e una lastra in polistirene espanso sinterizzato additivato con  grafite, con struttura a celle chiuse. Questo sistema viene consigliato sulle coperture con falde complesse.

Tra i sistemi sottocoppo per tetti micro-ventilati c’è COPPO MV, una lastra monostrato ondulata in polistirene espanso sinterizzato (EPS) che assicura una buona coibentazione ed una micro-ventilazione della copertura con facilità di posa in opera.

Tra i sistemi sottotegola per tetti micro-ventilati c’è TEGOLA MV, una lastra monostrato sagomata in polistirene espanso sinterizzato (EPS) e inserti di listelli in legno abete che assicura una buona coibentazione ed una micro-ventilazione della copertura con facilità di posa in opera.